Diastasi dei muscoli retti dell’addome

Il termine DIASTASI deriva dal greco e vuol dire “separazione”. Nello specifico ci si riferisce alla separazione dei muscoli retti, destro e sinistro, dell’addome. Questa separazione è dovuta al cedimento del tessuto connettivo che li unisce e delle guaine tendinee che li avvolgono.

Si tratta di un processo fisiologico e naturale indotto dall’aumento di volume e di pressione dell’utero nelle fasi di crescita del feto e dalla produzione di ormoni che hanno la funzione di assecondare un rilassamento dei tessuti al fine di permettere al feto di espandersi e favorire la fase finale del parto.

Il processo di diastasi non provoca dolore poichè il tessuto connettivo coinvolto non è vascolarizzato e non è marcato da terminazioni nervose. Questa struttura anatomica, se da un lato permette di non accusare dolore durante il processo di rilassamento e sfilacciamento, dall’altro non consente di agire autonomamente per riportarlo in una condizione di normalità. La diastasi è pertanto una condizione irreversibile e patologica, correggibile solo attraverso intervento chirurgico.

Osservando l’addome esternamente si rileva una deformità specialmente a partire dallo xifoide, l’estremità inferiore dello sterno, fino a sotto l’ombelico. Questa deformità è particolarmente evidente nelle persone magre durante la contrazione dei muscoli addominali. Quando si torna in posizione di riposo la deformità scompare ma la linea mediana rimane molle al tatto. Toccando questa regione si percepisce infatti la mancanza di tessuto solido sotto la pelle. L’intestino e gli organi addominali non sono più protetti dai muscoli (che non assolvono più alla loro funzione di contenimento). Dopo i pasti l’addome si distende enormemente perché i muscoli retti sono sganciati l’uno dall’altro e viene meno l’azione contenitiva della parete muscolare.

La diastasi può essere valutata:

  • attraverso un auto test manuale autonomamente o con l’aiuto di un professionista

  • attraverso un ecografia.

TIPOLOGIE DI DIASTASI ADDOMINALE

  • COMPLETA dal pube al processo xifoideo

  • SOVRAOMBELICALE dal processo xifoideo all’ombelico

  • SOTTO OMBELICALE dall’ombelico al pube

  • COMPLETA con separazione del connettivo TRASVERSALE (negli obesi)

SINTOMI

  • dolori alla schiena dovuti ad un assetto posturale squilibrato sbilanciato all’indietro a causa dell’azione prevalente dei muscoli dorsali sulla colonna vertebrale e a una mancata competenza dei muscoli della fascia addominale

  • dolori alle anche e al bacino dovuti ad una alterazione meccanica del bacino

  • incontinenza urinaria a causa del fatto che la vescica non si svuota più bene per la mancanza di una corretta attivazione muscolare

  • ernia

  • gonfiore

  • nausea

  • difficoltà digestive

  • difficoltà respiratorie

  • peristalsi molto evidente a occhio nudo

  • postura da iperlordosi

  • senso di pesantezza al pavimento pelvico

  • disfunzioni del pavimento pelvico

FATTORI DI RISCHIO

  • GRAVIDANZA SOPRA I 35 ANNI

  • FETO TROPPO GRANDE

  • PARTO GEMELLARE

  • GRAVIDANZE PRECEDENTI

Come ridurre i sintomi e i disturbi collaterali

Gli esercizi che possono allenare la parete addominale e pelvica in sicurezza in presenza di diastasi sono quelli svolti attraverso il metodo ipopressivo, un metodo che allena tutta la muscolatura addominale, pelvica e toraco-lombare senza creare iperpressioni. La ginnastica ipopressiva restituisce un buon livello del tono muscolare di base, soprattutto del muscolo trasverso (che ha funzione principale di contenimento), permettendo così di alleviare o eliminare i sintomi della diastasi, restituire al corpo la sua capacità riflessa e autonoma di equilibrare postura e movimenti per tornare a svolgere le proprie azioni quotidiane serenamente.

Ogni attivazione dei muscoli retti attraverso una flessione anteriore del busto (crunch) provoca una pressione dall’interno verso l’esterno, una lateralizzazione dei muscoli obliqui e un progressivo peggioramento della diastasi e dei disturbi ad essa correlati.

Gli esercizi ipopressivi sono indicati come riabilitazione, supporto e prevenzione in ogni fase evolutiva della donna, anche nel caso si voglia intervenire chirurgicamente.

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