Disturbi del sonno

L’insonnia è tra i disturbi più frequenti durante il climaterio e la menopausa.
Le irregolari fluttuazioni ormonali, che caratterizzano la perimenopausa, e il deficit estrogenico del periodo postmenopausale comportano un’importante alterazione dei principali bioritmi e della loro circadianità, sovvertendo la struttura del sonno. Ciò si realizza non solo per l’azione diretta delle alterazioni ormonali sui centri del sonno, ma anche per effetto indiretto causato dai risvegli notturni, spesso ricorrenti, conseguenti alle vampate di calore; l’insonnia può anche essere espressione dello stato ansioso che caratterizza questo periodo.
Per contrastare l’insonnia in menopausa, anzitutto è fondamentale adottare tutti quei comportamenti che garantiscono la cosiddetta igiene del sonno:

  • Rispettare il proprio ritmo sonno-veglia, coricandosi e svegliandosi circa alla stessa ora (anche durante il week-end) ed evitando sonnellini durante la giornata.

  • Seguire sempre lo stesso rituale prima di coricarsi, dedicandosi ad attività rilassanti.

  • Svolgere attività fisica durante la giornata e non nelle ore serali.

  • Assumere i pasti ad orari regolari, prediligendo una dieta leggera a cena.

  • Evitare l’assunzione di sostanze eccitanti (the, caffè, alcolici, nicotina) nelle ore serali.

  • Riposare su un letto confortevole in una stanza fresca, buia, silenziosa e ben areata.

  • Evitare di utilizzare pc e tablet almeno nelle due prima di coricarsi.

Preziosa alleata si è rivelata la melatonina. Questa sostanza viene prodotta dal nostro organismo in assenza di luce: poco dopo la comparsa di oscurità, le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente, raggiungendo un picco massimo (tra le 2 e le 4) per poi diminuire progressivamente all’avvicinarsi del mattino. Si tratta di una funzione sotto il controllo degli ormoni: i bioritmi ormonali del giorno e della notte influiscono sul funzionamento della ghiandola pineale, una piccola struttura localizzata nel cervello che è deputata alla produzione della melatonina. Questa stretta connessione tra ormoni e centri regolatori del sonno spiega come mai nelle donne siano molto frequenti i disturbi del sonno, soprattutto nelle fasi della vita in cui si modificano gli equilibri ormonali (gravidanza e menopausa). Il picco notturno della melatonina, che si registra nelle donne in età fertile, si riduce progressivamente con l’avanzare dell’età fino a scomparire in menopausa. È il motivo per cui in menopausa l’integrazione di melatonina (consentendo il raggiungimento del picco ematico) può essere un’efficace soluzione per i disturbi del sonno.
Nei casi di insonnia prolungata, non responsiva all’assunzione di melatonina, è opportuno rivolgersi al medico per valutare l’eventuale indicazione al trattamento farmacologico, che dovrà sempre essere necessariamente condotto sotto rigoroso controllo medico.