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La gravidanza

La gravidanza è un periodo di grandi cambiamenti nei sistemi e apparati materni, e le complicanze specifiche di questo periodo possono avere effetti per mamma e bambino anche a lungo termine  

    Il corpo cambia

    Lo sviluppo del feto e dell’utero, la formazione della placenta, del liquido amniotico e delle membrane, il fatto che i tessuti trattengano una maggiore quantità di liquidi ed il deposito di una certa quantità di tessuto adiposo, comporta un costante e graduale aumento di peso che, nella norma, deve essere contenuto tra i 9 ed i 12 Kg.

    L’aumento di peso e di volume dell’utero provoca una serie di modificazioni nella distribuzione del peso e dell’equilibrio corporeo tanto che la donna è indotta ad arcuare la parte inferiore della schiena. Questo può provocare dolori soprattutto in zona lombare e sacrale (lombosciatalgia). 

    Nella parte finale della gravidanza l’aumento del peso corporeo si farà sentire con un maggiore affaticamento e potranno comparire gonfiori alle caviglie. Il riposo è determinante per alleviare questi disturbi.

    Non è vero che in gravidanza occorre mangiare per due. Un eccessivo aumento di peso può creare problemi sia durante la gestazione che al momento del parto. Per questo è importante:

    • condurre un normale regime alimentare, impostato su una dieta semplice, varia, equilibrata, con pochi grassi (assunzione variata di carne, pesce, legumi, uova, verdure a foglia larga, frutta, cereali ecc.)
    • evitare cene troppo abbondanti, cibi troppo elaborati, fritti e grassi: una dieta troppo ricca di carboidrati (zuccheri, pane, pasta etc.) può favorire, in soggetti già predisposti, l’insorgenza del diabete
    • evitare completamente l’assunzione di bevande alcoliche.

    Nel periodo che precede il parto la donna accusa, più frequentemente di sera, dolori di lieve entità localizzati prevalentemente al basso addome e ai lombi, alcuni frequenti, altri radi, di durata di pochi secondi. Man mano che il tempo passa, aumentano e crescono di intensità le contrazioni dell’utero.

    Negli ultimi 15 giorni la donna avverte che il fondo dell’utero si abbassa, il respiro si fa più libero, riesce a digerire meglio; contemporaneamente avverte un maggior peso in basso, con un più frequente bisogno di urinare. 

    Il parto, di norma, avviene dopo 40 settimane di gravidanza.

    L’avvicinarsi del momento sarà dato da segni premonitori ben precisi:

    • la possibile fuoriuscita di perdite vaginali muco-gelatinose (tappo mucoso)
    • l’aumento della frequenza delle contrazioni uterine; diventano più ritmiche con intervalli che via via diminuiscono.
    • Le contrazioni possono accompagnarsi a sensazioni dolorose (dolori in basso o alla schiena).

      Questi sono i sintomi del travaglio e a questo punto è opportuno ricoverarsi per partorire. Durante il travaglio di parto l’ostetrica si prende cura della mamma e del bambino, ascoltando regolarmente i suoi battiti cardiaci.

      Le contrazioni diventano via via più frequenti e quando il collo dell’utero (canale del parto) è completamente aperto (pronto), la donna avverte il bisogno di spingere. Normalmente il bambino viene alla luce dopo 3-5 spinte valide,  ma a volte sono necessarie manovre ostetriche manuali o strumentali per assecondare e facilitare il momento di espulsione. Dopo la nascita il cordone ombelicale viene pinzato e tagliato. Dopo 10-15 minuti viene espulsa la placenta.

      Conseguenze sulla muscolatura addominale e pelvica

      La gravidanza e il parto apportano conseguenze importanti sulla muscolatura addominale e pelvica. 

      Durante la gravidanza il corpo produce degli ormoni che favoriscono il rilassamento dei muscoli addominali e la diastasi dei muscoli retti per permettere al feto di aumentare di volume.

      Il parto incide sia sulla muscolatura addominale che pelvica. Con il parto naturale si verificano conseguenze principalmente sulla muscolatura pelvica, soprattutto se si è sottoposte a manovre di forza o strumentali. Il parto cesareo interessa soprattutto le fibre muscolari dell'addome e l'utero che vengono incisi chirurgicamente.

      In ogni caso l'intera muscolatura addominale e pelvica sarà compromessa, per questo è molto importante iniziare un percorso di riabilitazione per ripristinare il tono e le funzioni di baseLa ginnastica addominale ipopressiva nasce proprio nell'ambito della riabilitazione nel post parto.


      Tieni sotto controllo il peso....

      In gravidanza è necessario coprire non solo i bisogni nutritivi della madre ma anche quelli del nascituro. Questo porta a pensare che la gestante debba “mangiare per due”, affermazione certamente esagerata. In gravidanza aumenta il fabbisogno di proteine, mentre è pressoché invariato quello di carboidrati e di grassi.

      Se la donna segue un’alimentazione varia, consumando alimenti quali frutta, verdura, legumi, tutti i fabbisogni di vitamine sono garantiti e perciò non necessita di particolari supplementazioni, ad eccezione dell’acido folico. Come per le vitamine, anche per i minerali una corretta alimentazione permette di coprire i fabbisogni nutrizionali in gravidanza, ponendo particolare attenzione al fabbisogno in calcio, ferro e iodio.

      Durante la gravidanza possono manifestarsi quelle che volgarmente definiamo “voglie”, cioè improvvisi desideri della donna verso un particolare cibo, qualcosa di insolito, un frutto fuori stagione. Le voglie non vanno demonizzate, sono espressione di un bisogno, fisico o psicologico e, nei limiti della ragionevolezza e, se non ci sono controindicazioni legate a particolari situazioni, vale la pena di soddisfarle, facendo però attenzione alle quantità, se non si vuole ingrassare a vista d’occhio!

      I primi tre mesi

      Nel primo trimestre di gravidanza, l’aumento di peso della mamma si deve all’aumento del volume di sangue e alla crescita dell’utero.

      Non è quindi un aumento di peso rilevante (può essere all’incirca di 1 Kg) e, a meno che non vi siano situazioni di particolari carenze o insufficienza di peso da parte della donna, non è necessario incrementare l’apporto dietetico di energia: la dieta deve essere variata, completa, equilibrata e prevedere l’integrazione di acido folico e, se necessario, di ferro.

      Dal quarto mese

      Nel secondo trimestre, l’aumento dei tessuti materni (volume mammario, placenta, liquido amniotico, riserve di grassi) e la crescita fetale fanno sì che aumenti il fabbisogno calorico. Il peso, per donne normopeso, cresce di circa 1/2 kg a settimana.

      I LARN (Livelli di assunzione di riferimento di nutrienti ed energia per la popolazione italiana) consigliano un fabbisogno aggiuntivo di 350 kcal al giorno per il secondo semestre di gravidanza e di 460 kcal al giorno per il terzo trimestre.

      Questo leggero aumento in energia giornaliera consente di coprire anche i bisogni del feto, permettendo un normale sviluppo del bambino ed evitando di intaccare le riserve materne di nutrienti.

      È bene ricordare che il fabbisogno aggiuntivo di energia in gravidanza e l’aumento auspicabile di peso va comunque stabilito individualmente e varia a seconda dell’IMC prima della gravidanza (Indice di massa corporea, in inglese Body Mass Index – BMI, valore che si ottiene dividendo il peso in Kg per il quadrato dell’altezza in metri).

      Per una donna normopeso (IMC precedente alla gravidanza compreso tra 18,5 e 24,9), ad esempio, l’incremento di peso può essere compreso tra 9 e 16 kg. L’intervallo cambia a seconda che il soggetto sia sottopeso o sovrappeso o in caso di gravidanza gemellare. Il fabbisogno giornaliero di una donna in gravidanza è generalmente compreso tra 1600 e 2400 kcal al giorno.

      Un adeguato aumento di peso influisce sulla durata della gravidanza e sul peso del neonato.
      Un eccessivo aumento durante la gravidanza è da evitare, perché responsabile di complicanze, sia per la futura mamma (gestosi, diabete gestazionale, parto prematuro), che per il nascituro (macrosomia, lesioni durante il parto).

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