fbpx

Disfunzioni al pavimento pelvico

Le disfunzioni del pavimento pelvico colpiscono in Italia più di un milione di donne (su circa 12 milioni nella fascia di età tra 50 e 85 anni) . 

Nel 90% dei casi si può intervenire attraverso una correzione dello stile di vita, dieta appropriata e ginnastica specifica. Una reale indicazione chirurgica è necessaria solo nel 10% circa dei casi.

Alcuni tra i fattori predisponenti possono essere i parti naturali, i traumi, gli interventi chirurgici, l’obesità, la tosse cronica, alcune patologie neurologiche e disturbi cognitivi.

Spesso per imbarazzo le donne non ne parlano con il proprio medico andando a peggiorare la sintomatologia di base. Prevenzione e riabilitazione immediata possono però aiutare a risolvere efficacemente questi problemi.

Tra le varie patologie troviamo:

  • Prolasso d’organo: caratterizzato dalla discesa verso il basso dei visceri pelvici. A seconda dell’organo sceso troviamo un cistocele (vescica) isterocele (utero) rettocele (retto) enterocele (anse intestinali). In genere la paziente presenta una sensazione soggettiva di ingombro vaginale che peggiora dopo sforzi o alla fine della giornata. In alcuni casi può essere presente difficoltà alla minzione o alla defecazione in quanto l’organo prolassato funziona da “tappo” creando ostruzione.

La prima causa di questo disturbo è l’indebolimento dei muscoli di sostegno degli organi pelvici che non riescono più a contrastare la forza di gravità. Questa situazione può derivare dall’età, da gravidanze e parti, da obesità o da eccessiva magrezza, da cambiamenti repentini di peso, da sforzi intensi e ripetuti della muscolatura e da malattie che indeboliscono i tessuti connettivali.

In una condizione di normalità, durante uno sforzo, il complesso degli organi viscerali e uretrali  dovrebbe spostarsi verso il coccige. Lo spostamento degli organi è infatti controllato e rallentato dal sistema di sospensione elastico anteriore (addominali), e dal pavimento pelvico che agisce come un ammortizzatore di pressione e sostiene dal basso. Il pavimento pelvico è costituito infatti da due cupole di concavità inferiori che si comportano come archi nubiani durante la loro reazione alla pressione (una specie di amaca muscolare).

In caso di ipotonia della fascia addominale vi è uno spostamento contrario degli organi pelvici e digestivi verso la parte anteriore e la pressione interna si sposta, gravando maggiormente sul pavimento pelvico

Nel tempo la condizione di ipotonia peggiora sempre di più e con essa la capacità di sostegno e contenimento dei muscoli addominali e pelvici. La pressione generata e la mancanza di tono e resistenza del pavimento pelvico provocheranno addome prominente, discesa degli organi pelvici (prolasso) e incontinenza urinaria.

I sintomi che possono fare presagire un prolasso sono diversi e spesso si presentano insieme. Si va dalla sensazione di un ingombro in vagina o di un peso a livello del perineo, dal dolore durante i rapporti sessuali alla difficoltà a urinare o a evacuare, da cistiti ricorrenti a presenza di emorroidi, da incontinenza di gas o feci a incontinenza urinaria da sforzo.

  • Beanza vulvare e rumori vaginali: sintomatologia presente spesso dopo il parto o un intervento chirurgico importante. In determinate posture (sedere in alto) l’aria entra in vagina e ritornando in posizione eretta esce producendo rumore. Spontaneamente viene contratta la muscolatura pelvica che porta ad aumentare il rumore. Queste pazienti tendono ad avere una morfologia particolare (distanza ano-vulvare piccola e piccole labbra di dimensioni ridotte) che non permette la chiusura completa dell’introito vulvare. Quando la paziente cambia posizione il diaframma risale e crea una sorta di aspirazione. Ovviamente durante il parto questa problematica peggiora, utile una educazione comportamentale agli sforzi e ai cambi di posizione ed un eventuale rieducazione pelvica dopo il parto. 

  • Incontinenza urinaria: le cause dell'incontinenza possono essere molteplici. Nelle donne, ad esempio, i cambiamenti fisici derivanti dalla gravidanza, dal parto e dalla menopausa o l'intervento di rimozione dell'utero (isterectomia) possono provocare la disfunzione. Una causa frequente è anche la cistite.

L'incontinenza urinaria si può manifestare in diverse forme:

Incontinenza da stress: quando la perdita di urina è causata da un colpo di tosse, uno starnuto, un improvviso scoppio di riso, uno sforzo, che esercita una pressione sulla vescica.
Incontinenza da urgenza: quando si avverte una improvvisa esigenza di urinare, determinata da una contrazione imprevista e incontrollabile della vescica che rende impossibile trattenere lo stimolo. 
Incontinenza da rigurgito: si caratterizza per il riempimento eccessivo della vescica dovuto alla difficoltà a svuotarla completamente durante la minzione.

  • Incontinenza fecale: perdita involontaria di feci solide o liquide, talvolta accompagnata dalla perdita di gas.

  • Disfunzioni del dolore sessuale come vaginismo e dispareunia: caratterizzati dalla impossibilità o dalla difficoltà ad avere rapporti sessuali e dalla mancata soddisfazione durante questi per la presenza di dolore o fobia. 
  • Stipsi : difficoltosa o infrequente evacuazione con sensazione di incompleto svuotamento intestinale

  • Malattia emorroidaria caratterizzata da un sanguinamento, bruciore, dolore, gonfiore a livello del canale anale e sostenuta quasi sempre oltre che dalla dilatazione dei vasi venosi che compongono il plesso emorroidario anche dalla presenza di prolasso della mucosa e talvolta di tutta la parete del retto.

Quali esercizi possono aiutarti a migliorare la funzionalità del tuo pavimento pelvico 

Gli esercizi ipopressivi sono un ottimo metodo per ripristinare il tono e le funzioni della muscolatura addominale e pelvica e per prevenire e contrastare le disfunzioni che possono presentarsi soprattutto nel post gravidanza.

CONTATTI

MAPPA DEL SITO

© Copyright | PTSTUDIODONNA All Rights Reserved

Call Now Button