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Disturbi d'ansia

I disturbi d’ansia colpiscono con maggior frequenza le donne (13-19%) rispetto agli uomini (4-7%).

È normale sperimentare una piccola dose di ansia nella vita di tutti i giorni; in tal caso l’ansia svolge una funzione protettiva, aiutandoci ad avere una performance migliore. Quando però l’ansia raggiunge una frequenza e un’intensità tali da interferire con la vita quotidiana creando disagio, si parla allora di disturbi d’ansia.

L’ansia è uno stato caratterizzato da una spiacevole sensazione di pericolo non ben identificabile. È in genere accompagnata da un’attivazione fisiologica che ha la funzione di preparare l’organismo a reagire a un eventuale pericolo.

I sintomi che si sperimentano sono tipicamente:

  • Tachicardia o palpitazioni

  • Respiro più affannoso

  • Tensione ai muscoli

  • Vampate di calore

  • Sensazione di torpore alle estremità o formicolii

  • Nausea o mal di pancia

  • Sensazione di stordimento, confusione mentale

Si parla di disturbi d’ansia quando le manifestazioni, in termini di intensità e di frequenza, sono tali da interferire con lo svolgimento delle attività quotidiane.
Nell’eziologia dei disturbi d’ansia, intervengono diversi fattori causali, tra cui la predisposizione genetica e biologica e l’impatto degli eventi di vita.

Esistono diversi disturbi d’ansia. I più frequenti sono:

Disturbo d’ansia generalizzata (GAD)
Questo quadro clinico è caratterizzato da un’ansia costante e pervasiva, accompagnata da preoccupazioni rispetto a qualsiasi difficoltà della vita quotidiana. Molto spesso sono riferiti anche dolori muscolari e disturbi del sonno.

Disturbo da attacchi di panico (DAP)
L’attacco di panico è uno stato di ansia molto intensa, che raggiunge generalmente il suo picco d’intensità nell’arco di una decina di minuti; oltre a sintomi ansiosi, la persona tende a sperimentare anche una forte paura di impazzire, perdere il controllo o morire per attacco di cuore o soffocamento.
Alla maggior parte delle persone capita nel corso della vita di sperimentare uno o più attacchi di panico, senza però che si instauri un vero e proprio disturbo.
Per diagnosticare il DAP, è necessario sperimentare per almeno un mese ripetuti attacchi di panico, inaspettati e improvvisi (cioè non scatenati da situazioni o fobie specifiche), seguiti da una costante preoccupazione che possano rimanifestarsi e sulle loro possibili conseguenze.
A volte il DAP è accompagnato dall’Agorafobia, cioè un’intesa paura di trovarsi in luoghi dove, in caso di panico, sarebbe difficile poter trovare una via di fuga o ricevere adeguato aiuto.

Ipocondria
L’ipocondria implica una costante preoccupazione per la propria salute, correlata alla paura di avere malattie fisiche non diagnosticate dai medici; è tipico, infatti, delle persone ipocondriache sottoporsi a molteplici esami diagnostici, a volte anche invasivi, per confermare i propri timori.

Fobia sociale
Questo quadro clinico è caratterizzato da una forte attivazione ansiosa che precede e accompagna situazioni sociali in cui si è sottoposti al giudizio da parte di terzi. Molto spesso la persona finisce per isolarsi proprio per evitare di trovarsi in tali situazioni.

Disturbo Ossessivo Compulsivo (DOC)
Il DOC è caratterizzato dalla presenza di pensieri/immagini mentali intrusivi, disturbanti, causa di elevati livelli di ansia; nel tentativo di gestire l’ansia, vengono messi in atto rituali (a volte anche solo mentali) con caratteristiche ben definite,che diventano obbligati, come ad esempio lavarsi le mani o controllare di aver chiuso il gas un numero specifico di volte, ripetere parole o sequenze di numeri  secondo regole ben precise.

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