Prevenzione primaria: corretti stili di vita

L’osteoporosi è una malattia silenziosa, che per molto tempo rimane asintomatica fino al momento in cui si manifestano le sue conseguenze.
È fondamentale, per preservare al meglio la struttura e la funzionalità scheletrica, porre in essere corrette abitudini di vita, a partire dall’alimentazione con un adeguato apporto di calcio e, se necessario, di vitamina D, il cui fabbisogno è particolarmente elevato in menopausa.
Il calcio è il principale costituente delle ossa; oltre al latte e ai suoi derivati, sono alimenti particolarmente ricchi di questo minerale i legumi (ceci, fagioli, cannellini), ortaggi a foglia larga (carciofi, cardi, cicoria, spinaci …) e alcuni pesci, come sardine, sgombri e acciughe. Qualora condizioni di sovrappeso o ipercolesterolemia rappresentino controindicazioni per il consumo di latticini, è opportuno ricorrere a integratori e ad acque minerali calciche.
La vitamina D è una molecola fondamentale per la crescita della struttura scheletrica e per il mantenimento di un’adeguata mineralizzazione ossea, poiché promuove l’assorbimento intestinale del calcio e controlla i meccanismi di riassorbimento osseo. Essa viene prodotta dal nostro organismo a livello cutaneo attraverso l’esposizione alla luce solare; poche sono le fonti alimentari di tale vitamina, che è contenuta in sgombro, sardina, acciuga, salmone, tonno e uovo.
In tema di prevenzione primaria, sono principi altrettanto importanti: lo svolgimento di attività fisica regolare, poiché il movimento stimola la formazione di nuovo tessuto osseo; l’astensione dal fumo e il moderato consumo di alcolici, poiché entrambi riducono l’assorbimento di calcio.

Prevenzione secondaria: diagnosi precoce

Sono oggi disponibili esami strumentali accurati e non invasivi, che permettono di evidenziare il processo di demineralizzazione ossea già in fase iniziale. Una diagnosi precoce di osteoporosi consente di mettere in atto le misure necessarie per impedire il verificarsi di fratture da fragilità.
Gli esami specifici per la diagnosi di osteoporosi sono:

  • Ultrasonografia Ossea: consente di misurare la massa ossea e di studiarne la microarchitettura attraverso l’impiego di ultrasuoni;

  • Mineralometria Ossea Computerizzata (MOC): misura con precisione la massa e la densità ossea con l’impiego di raggi X;

  • Esami di laboratorio (analisi su sangue e/o urine): documentano eventuali alterazioni del processo di rimodellamento osseo attraverso specifici marcatori biochimici;

  • Morfometria: analizza le radiografie vertebrali permettendo di evidenziare eventuali fratture.

La MOC è un esame costoso e deve essere effettuato quando realmente necessario.
Al momento non sono disponibili evidenze scientifiche né stime del rapporto costo/beneficio che giustifichino l’impiego della densitometria come screening generalizzato, ma essa trova indicazione in presenza di specifiche condizioni cliniche individuali caratterizzate da un rischio.

Oggi sono inoltre disponibili le cosiddette “carte di rischio” che consentono, attraverso complessi algoritmi di calcolo, l’elaborazione di alcune variabili (epidemiologiche e cliniche) per stimare il rischio di frattura nei successivi dieci anni.